Galapagos (Isla Santa Cruz, Puerto Ayora – Isla Isabela, Puerto Villamil)

Aprile 21, 2021 - Aprile 24, 2021
Percorso: Galapagos (Isla Santa Cruz, Puerto Ayora – Isla Isabela, Puerto Villamil)
Equipaggio: Giorgio, Franco, Stefano, Maribel, Arianna, Eloise, Sandra, Cesar, Leandro, Giulio ed Elisabeth
Meteo: Sole, vento variabile

Navigazione ancora tutta a motore (uno solo per risparmiare gasolio) con partenza verso le 9 del mattino e arrivo alle 16. La cittadina di Puerto Villamil è molto piacevole e rilassata: strade di terra, sabbia o lastricato, casette semplici e una bella atmosfera. 

Il giorno dopo partiamo per una bellissima gita su una potente lancia a motore (2×200 CV). Capiremo dopo il perché… La prima tappa è La Roca Union, dove ci sono le Sule Nasca, tipiche dell’isola Isabela. Bellissimo vedere questa roccia avvolta dalla maestosa risacca dell’aliseo di Sud Est che arriva fino a qui. 

Poco dopo scopriamo che potenza dei motori serviva a superare i frangenti enormi che ci sono per arrivare alla zona dei tunnel di lava sotto cabo Rosa, infilandosi a tutta velocità fra un’onda e l’altra fra bassifondi e rocce. Una cosa da brivido davvero su cui non c’è nessuna documentazione fotografica perché era impensabile non aggrapparsi a qualsiasi cosa per non essere sballottati violentemente e naturalmente anche tenere le bambine. Tuttavia ne valeva la pena, sia per l’incredibile paesaggio di questo labirinto di tunnels di lava parzialmente crollati e invasi dal mare, sia per la ricchissima fauna del posto che ne approfitta della ricchezza di nutrimenti. 

Finalmente incontriamo per la prima volta il pinguino delle Galapagos, dal momento che qui l’acqua è tipicamente più fredda. 

Un’altra caratteristica di Isabela è la presenza unica del Lobo peletero, che ha una pelliccia molto più folta attorno al collo. 

Bellissima la passeggiata fra le tante pozze che ospitano, tra l’altro, una miriade di tartarughe. 

Le emozioni però non sono finite, sia per uscire dalla zona dei tunnels, sia per entrare in una laguna di mangrovie bellissime dove facciamo altri incontri unici: piccoli squaletti pinna bianca assieme a quelli più cresciuti, delle tartarughe marine enormi e un intricato sistema sottomarino di radici dove a volte si nascondono anche cavallucci marini, ma che questa volta non riusciremo a vedere. 

Al ritorno, come all’andata, facciamo lo slalom fra tantissime tartarughe marine e delle enormi mante (2-3 metri di apertura alare), che appena raggiunte però si immergono senza lasciarci godere a lungo dello spettacolo dei loro movimenti. Speriamo che quando ripasseremo di qui saremo in grado di avvicinarle con meno irruenza e magari nuotare con loro o fare foto dall’alto. 

La cena la facciamo in un bel ristorantino sulla spiaggia nel paesino di Villamil. 

Il giorno dopo Giulio, Eli, Maribel e Ste fanno una gita sul vulcano Sierra negra, che prevede anche un paio di orette di cavallo: per Giulio sarà la prima volta e devo dire che se la caverà molto bene. 

Il cono principale è spettacolare: una enorme vallata nera che se non fosse per la poca vita all’interno del cratere ricorderebbe per la maestosità e le dimensioni il vulcano di Ngoro-Ngoro in Tanzania. 

Sorpassato il cratere principale lasciamo i cavalli e ci dirigiamo a piedi lungo una valle bellissima per ammirare la spettacolare vista di una valle a nord del vulcano che da sul lato Ovest dell’isola, dove andremo nei prossimi giorni. 

Alla sera l’equipaggio si divide con Giorgio, Franco e Sandra oramai innamorati dello stesso ristorante e gli altri che invece andranno a mangiare alla casa di Marita, un hotel-ristorante il cui proprietario è un novantenne italiano che è arrivato in Equador nel 1951 con Impregilo e ci è rimasto, sposando l’italo-peruviana Marita. Il signore, nato in Libia (Tobruk) quando era italiana, ha fatto addirittura il liceo a Moncalieri, e ricorda la città di Torino con molta nostalgia; ci offre con grande gentilezza l’aperitivo, mentre noi contraccambieremo con una confezione di caffè Vergnano, proprio di Moncalieri!